La Sicilia del vino

La Sicilia possiede una  molteplice varietà di suoli, climi e ambienti, che danno modo ai vitigni di esprimersi al meglio, conferendo carattere e personalità ai vini.

Nel "Manuale per il taglio dei vini" 1908, Nicola Ricciardelli (direttore della cantina sperimentale di Riposto). scrive a proposito dei vini siciliani:

"I vitigni coltivati in Sicilia sono poco  numerosi e nelle diverse zone più produttive uno o due di essi costituiscono la base quasi unica della vinificazione: la vigna è ad alberello, nel maggior numero dei casi senza sostegno.

I vini tipici siciliani sono il MIlazzo, il Risposto, il Vittoria, il Siracusa, il Ribollito di Marsala fra i rossi e il Marsala, il Castellamare, l'Etna Bianco, la Malvasia di Lipari e i Moscati fra i bianchi. Sono dei tipi ben definiti e ben caratterizzati, molto conosciuti in commercio.

I vini bianchi dell'Etna presentano caratteri vari come i vini rossi della stessa località. In genere però sono dei vini bianchi di colore giallo chiaro o giallo verdognolo, limpidi, asciutti, tenui scorrevoli, gradevolmente profumati, specialmente quando invecchiano, molto ricercati sulle piazze austro-ungariche."

Questa splendida sintesi di un secolo fa, definisce, molto bene il percorso di recupero che è attualmente in corso dell'identità dei territori siciliani. Un quadro che sembrava già essere molto ben definito fin da allora e che le vicissitudini dell'economia viticola dal dopoguerra ad oggi, hanno indirizzato verso una filogenesi del tutto nuova, ma che possiamo tranquillamente chiamare "riscoperta della vocazione". Dopo gli anni della sfida attraverso l'introduzione dei nuovi vitigni, oggi ci troviamo ad indagare, con infinito piacere e risultati notevoli, vecchi territori e antichi vitigni che caratterizzano così bene l'isola nel profilo viticolo.