La crescita

Nel 1983  la svolta e l’immersione definitiva nella professione viticola e enologica. A luglio incontra Angelo Gaja, impegnato nella  straordinaria sfida di portare il Barbaresco e la sua azienda ai livelli più alti possibili nella competizione internazionale per il raggiungimento della alta qualità dei vini. Saranno quindici anni di lavoro alla velocità della luce, culminati con i  massimi riconoscimenti  per  i vini da Parker, Wine Spectator, della critica e della stampa nazionale e internazionale, sul piano aziendale uno sviluppo della proprietà sia sulle colline di Barbaresco che della nuova realtà Barolo, la trasformazione  graduale di una azienda che da proprietà contadina classica diventa a tutti gli effetti una realtà tecnica di primo piano. Molti viaggi all’estero per  approfondire, in quel periodo Bordeaux nel 84, Il Rodano e Chateaux neuf du Pape 85, California 86, Borgogna 87, Chablis e Alsazia nel 89, Reno e  Mosella nel  91. Nel 1991 la summa delle esperienze emotive, all’interno delle manifestazioni del New York Wine Experience, nella Ball room del Marriott di Time Square, grande degustazione verticale per mille persone  di Barbaresco Gaja delle annate 55, 61, 64, 71, 78, 82. Due ore di degustazione, standing ovation finale, 15 minuti di applausi.