Il mestiere

Andando oltre l’approccio filosofico, dell’odierno bastione d’avorio di una pseudoscienza, che fa del naturalismo viticolo un nuovo ritrovato sacro Graal, la vigna e il vino esistono perché sono stati parte della cultura domestica degli uomini che hanno formato le società che ci hanno preceduto. Il vino nel tempo è stato prima di tutto alimento e oggetto cerimoniale, per arrivare dopo un lungo viaggio a essere il bene edonistico che è oggi.

La viticoltura, l’enologia sono parte di un mestiere che ha al centro l’ambizione dell’uomo della vigna. Il nostro mestiere è di far si che gli slanci, i progetti, gli sforzi economici di queste persone abbiano, laddove serve, conoscenza, strumenti, direzione.

Vivo la terra da sempre, e al di la degli strumenti che la ricerca tecnologica e scientifica ci danno oggi ho sempre pensato che debba essere la sensibilità a guidare il nostro lavoro.

Ho solo e sempre pensato di essere uno strumento utile a valorizzare la vocazione del luogo, prima di tutto, la terra e l’energia, le possibilità che dà la filiera in ogni territorio vengono prima di qualsiasi ego personale, siamo gli interpreti di uno spartito che è scritto nella terra, nel clima, nella pianta, nell’indole delle persone coinvolte.